Sostituzione caldaia con una a condensazione: costi e incentivi statali

Di Antonino Vento

Finalmente hai deciso che è arrivata l’ora di cambiare la tua caldaia, vecchia di anni, e passare a un modello di caldaia a condensazione. Daltronde, data la presenza degli incentivi e il consistente risparmio sui consumi di gas che le caldaie a condensazione effettivamente comportano, sarebbe un peccato non farlo.

Scegliere la caldaia giusta non è semplice, innanzitutto perché le differenze di prezzo sono molto ampie, ma anche perché spesso si finisce per perdersi nel mare di specifiche tecniche da considerare per interventi di questo tipo.

Naturalmente, la sostituzione di un impianto vecchio con uno di ultima generazione non può che comportare dei costi, che dipendono innanzitutto dal modello acquistato, ma anche dal luogo in cui ci si trova: inutile negarlo, un installatore qualificato a Milano o a Torino non chiederà la stessa cifra di un installatore qualificato a Bologna o Palermo.

La tipologia di caldaia, inoltre, può influire non solo sul prezzo del modello, ma anche su quello del montaggio della stessa. Inoltre, esistono delle operazioni che non sono strettamente connesse alla sostituzione della caldaia, ma che tuttavia sono necessarie.

Cosa dovrai controllare, allora, quando chiederai un preventivo per la sostituzione della caldaia?
Ci sono alcune voci molto importanti e più precisamente:

1. Incentivi fiscali per le caldaie a condensazione
2. Tipo di caldaia a condensazione
3. Lavaggio dell’impianto di riscaldamento
4. Sistema di scarico della condensa
5. Sistema di scarico dei fumi
6. Smaltimento della vecchia caldaia
7. Come risparmiare a parità di potenza e qualità della caldaia

1. Incentivi fiscali per la sostituzione delle caldaie a condensazione

Se hai già un impianto esistente con caldaia tradizionale passando ad una caldaia a condensazione puoi ottenere una detrazione fiscale, detrazione che per l’anno 2018 (scopri l’ecobonus 2018) funzionano così:

  • 50% della spesa sostenuta se si sostituisce solo la caldaia con una a condensazione di almeno classe A;
  • 65% se oltre oltre alla sostituzione della caldaia, con i requisiti del punto precedente, si installano sistemi di termoregolazione evoluti, come ad esempio le valvole termostatiche.

Verifica se la ditta che ti installerà la nuova caldaia potrà assisterti con queste pratiche e se c’è una commissione per ciò.

2. Tipo di caldaia a condensazione

Principalmente si tratta di scegliere tra una caldaia a condensazione da interno o da esterno. Le due cose sono diverse, non pensare di poter montare una caldaia interna all’esterno: non resisterebbe agli sbalzi termici, mentre invece le caldaie esterne sono progettate appositamente per resistere a temperature che vanno in genere dai 15 gradi sotto lo zero fino agli 80 gradi.

Una caldaia interna ha in genere dimensioni più ridotte rispetto a una esterna ed è più leggera in termini di materiali. Inoltre, data l’assenza di escursioni termiche, tende a durare di più.

Ci sono poi le questioni legate al grado di tecnologia che ogni caldaia può mettere a disposizione dell’utilizzatore finale. Ad esempio, molte caldaie di fascia medio-alta implementano il sistema Acqua Comfort, che permette di ottenere acqua calda immediata, consentendo di risparmiare energia. Altre tecnologie interessanti sono legate alla domotica e alla possibilità di controllare la caldaia anche dal proprio cellulare quando non si è in casa.

Esistono poi sistemi antigelo e antiblocco per caldaie esterne e per caldaie destinate ad abitazioni che restano in disuso per una parte dell’anno.

3. Lavaggio dell’impianto di riscaldamento

In apparenza può sembrare un particolare insignificante, ma riflettici un attimo: l’acqua presente nell’impianto di riscaldamento è sempre la stessa. Se stai per sostituire la caldaia, sappi che negli ultimi trent’anni, dentro quelle tubature, c’è stata sempre la stessa acqua in circolo. Questo può essere un problema: sebbene il sistema sia chiuso, infatti, le impurità presenti nell’acqua, come cloro e altri elementi chimici che reagiscono con i metalli delle tubature, possono ossidare alcune parti dell’impianto stesso, rischiando di causare ruggine e perdite, o comunque potrebbero formarsi dei microrganismi che rischiano di ostruire il circuito.

Sappi che in ogni preventivo troverai sempre questa voce, perché la legge prevede che il lavaggio dell’impianto sia obbligatorio in caso di sostituzione della caldaia. E poi, non vuoi mica rischiare la tua nuova caldaia?

Per abbattere i costi del lavaggio dell’impianto di riscaldamento, l’ideale è svolgerlo in concomitanza col montaggio della nuova caldaia.

4. Sistema di scarico della condensa

Quando sostituisci una caldaia tradizionale con una a condensazione, puoi notare che viene montato un tubo in più: ciò avviene perché a differenza delle vecchie caldaie, quelle a condensazione sono in grado di recuperare il calore presente nei fumi con conseguente creazione di condensa acida, dunque devono essere collegate a uno scarico di condensa.

Devi sapere che la legge prevede che le tubature destinate allo scarico della condensa siano montate a una certa distanza da balconi, finestre e materiali combustibili. Questo vuol dire che a seconda della posizione della tua abitazione, il sistema di scarico potrà essere più o meno costoso.

La condensa degli impianti, di natura acida, viene scaricata nell’impianto fognario, che essendo costituito anche da residui di detergenti e rifiuti organici di natura basica, tende a neutralizzare l’acidità della condensa scaricata dalla caldaia. Questo potrebbe comportare, in alcuni impianti, l’installazione di filtri a carbone attivo (e dunque costi aggiuntivi) se la condensa è eccessivamente acida.

5. Sistema di scarico dei fumi

Quanto detto per la condensa, vale ovviamente anche per i fumi. Sebbene questi siano di gran lunga meno pericolosi rispetto alle caldaie tradizionali in quanto più freddi, si tratta comunque di sostanze nocive che vengono immesse nell’atmosfera.

La temperatura media dei fumi di scarico di una caldaia a condensazione è di circa 40 gradi, contro i circa 140 delle caldaie tradizionali. Questo avviene proprio grazie al fatto che le caldaie a condensazione sono in grado di recuperare il calore dai fumi di scarico e riscaldare l’acqua che viene immessa nel circuito di ritorno.

Anche in questo caso, dunque, ci sono delle distanze da rispettare secondo i termini di legge, quindi in poche parole la lunghezza del sistema di scarico dei fumi potrebbe essere una voce di costo importante laddove non c’è uno sbocco immediato all’esterno.

6. Smaltimento della vecchia caldaia

La sostituzione della caldaia comporta necessariamente lo smaltimento della vecchia. L’installatore qualificato è in genere abilitato a fare questo tipo di intervento, ma ciò aggiungerà una voce di spesa in più al preventivo.

La buona notizia è che anche lo smaltimento della caldaia tradizionale rientra nei costi rimborsabili dal piano di incentivi fiscali.

7. Come risparmiare sulla sostituzione della caldaia a parità di qualità e potenza?

Se vuoi risparmiare una somma significativa di denaro, devi necessariamente mettere a confronto più di un preventivo e decidere in base al rapporto qualità\prezzo.

Per fortuna, hai la possibilità di risparmiare del tempo: cliccando sul bottone qui sotto potrai effettuare una richiesta di preventivo per la sostituzione della caldaia tradizionale con una a condensazione. La compilazione del modulo richiede meno di due minuti e potrai confrontare diversi preventivi senza dover fare ulteriori ricerche.

3 commenti su “Sostituzione caldaia con una a condensazione: costi e incentivi statali”

  1. Commento: La caldaia, oggetto di sostituzione, di marca” FERROLI” Mod. Fluss 20 E L 2 Matricola 29846 a Metano, Potenza nominale (KW) 25.
    REGOLATORE CLIMATICO
    COSTRUTTORE Honneywel;
    Modello: C T 5000;
    AERAZIONE DEI LOCALI: DIRETTA, Superficie apertura cm2 100.

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