Operatori telefonici virtuali: quali i vantaggi e gli svantaggi?

Di Antonino Vento
SIM e operatorii mobili

Il mercato italiano della telefonia mobile è affollato dei cosiddetti operatori virtuali; si tratta, nello specifico, di aziende che pur non possedendo di fatto una propria rete telefonica o una licenza per l’uso delle frequenze, offrono tutti i servizi delle compagnie telefoniche vere e proprie.

Gli operatori virtuali per offrire i loro servizi affittano le infrastrutture dai cosiddetti operatori reali italiani, ovvero TIM, Vodafone e Wind 3; mentre hanno una propria rete di vendita e di assistenza clienti.

1. Operatori virtuali in Italia

In Italia, il segmento di mercato degli operatori virtuali sta, pian piano, diventando sempre più ampio.

Questo settore oggi è abbastanza maturo, tra le realtà aziendali possiamo citare a titolo non esaustivo PosteMobile, Fastweb Mobile, Coop Voce, Kena Mobile, Tiscali Mobile, ERG Mobile e la neonata Ho. Mobile.

Alcune di queste società sono controllate dagli stessi operatori tradizionale (ho Mobile è la low-cost Vodafone e Kena Mobile è la low-cost TIM) e nascono per cercare di contrastare società come Iliad, presente sul mercato italiano con un’offerta molto aggressiva.

2. Quali i punti di forza di questo settore?

I punti di forza di questo settore, sono la possibilità di offrire tariffe più vantaggiose e maggior personalizzazione delle stesse al proprio cliente, grazie al fatto che queste aziende non vanno in contro a costi legati al mantenimento delle infrastrutture.

2.2 Infrastruttura dell’operatore può fare la differenza

La competitività e la ricchezza dell’offerta dipende fondamentalmente dall’organizzazione propria dell’operatore, ad esempio PosteMobile di recente è diventato un operatore Full MVNO, cioè capace di gestire completamente i propri servizi offerti, cioè possiede al 100% l’infrastruttura tecnologica ad eccezione della rete telefonica mobile.

Insomma facendo un paragone con un pompa bianca di carburante, l’operatore è organizzato a vendere totalmente in autonomia col proprio marchio e sceglie periodicamente solo dove acquistare all’ingrosso il carburante.

Essere un Full MVNO, costituisce anche o semplice reseller, fa la differenza sulla rosa dei servizi finali, infatti un reseller può limitarsi a fornire uno o più piani tariffari a prezzi interessanti, mentre un Full MVNO può offrire oltre che le offerte di connessione, servizi evoluti di pagamento ed altri servizi evoluti.

3. I contro del passaggio ad un operatore telefonico virtuale

In alcuni casi, dipende dall’accordo commerciale tra operatore virtuale e reale, non è garantita la stessa qualità del servizio offerta dagli operatori reali, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di connettersi ad internet dal cellulare (per accordi commerciali possono avere una priorità di accesso inferiore alla rete rispetto agli operatori reali).

4. Ma si paga veramente poco con queste compagnie telefoniche virtuali?

In linea di massima si. Ma il vero punto di forza per alcuni di esse è quella di offrire pacchetti minimi in modo da accontentare chi usa poco il telefonino. Con PosteMobile, kena Mobile e Fastweb Mobile è possibile avere pacchetti base con costo tra i 2-3 euro al mese. Se si punta a pacchetti più consistenti in termini di chiamate e Giga i prezzi non superano i 6-8 euro al mese.

Quali i principali operatori virtuali?

Nella tabella qui sotto ti riporto l’elenco degli operatori virtuali a maggior diffusione.

Operatore virtuale Rete di appoggio
Kena Mobile TIM
Ho. Mobile Vodafone
Fastweb Mobile TIM
Tiscali Mobile TIM
Poste Mobile Wind
1 Mobile Vodafone
Coop Voce TIM
Erg Mobile Vodafone
Lyca Mobile Vodafone

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